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giovedì 17 settembre 2015

Civitavecchia, dimenticati di me

Il titolo è un po' forte per qualcuno che in fondo a Civitavecchia non è nessuno, ma da tempo pensavo di scrivere questo post e oggi, dopo aver trovato un regalo ad una ruota del mio scooter, ho deciso di pubblicare il mio "addio ai monti", anche se bisognerebbe chiamarlo l'"addio a Civitavecchia".

Da tre mesi non mi occupo più di politica locale, ne sono uscita come ci sono entrata due anni fa, all'improvviso e spinta da motivazioni che reputo più forti di qualsiasi giudizio in merito.

I motivi per cui sono entrata lo sanno anche i mattoni della Marina, quelli per cui ne esco sono personali e non c'entrano con la politica. Cambio di vita, cambio di rotta, cambio di obiettivi e ora cambio pure città.

Perché ho già il biglietto di sola andata per "VIA".

Il processo di decisione è stato lungo e sofferto, ma alla fine di giugno è stato chiaro che questa città non è più la mia città in nessuna delle sue mille personalità.


L'atto di oggi è stato solo l'ultimo di una serie di input che mi spingono a togliere le mie radici e portarle altrove. 

venerdì 7 agosto 2015

"Amazon ci ruba i clienti"... che buttiamo fuori dal nostro negozio

"Amazon ci ruba i clienti!!!"

Questa frase l'ha partorita un negoziante locale qualche giorno fa, quando, esplorando il suo negozio, sono stata lasciata brada tutto il tempo nonostante mostrassi evidenti segni di bisogno. 

Non ho chiesto aiuto per tigna: volevo vedere quanto ci avrebbe messo il proprietario a spegnere il motore della lagna e ad attivare quello della vendita sicura. 
Non lo ha mai spento e io sono uscita controllando online i negozi che vendevano il prodotto che cercavo. 

Ho eliminato l'accaduto dalla mia memoria fino a ieri, quando mi sono girata mezza Civitavecchia alla disperata ricerca di una ventola esterna per il portatile che mi sta ad un passo dallo stato liquido.  

Uno, due, tre negozi, nessuno l'aveva. 

Fin qui ci sta. 

Ma tra "Ho venduto l'ultima ieri" e la mia uscita dal negozio mi aspettavo una cosa tipo: "La ordiniamo?" 

E invece no. 

sabato 3 gennaio 2015

A chi ci credeva ancora

Non so come raccontarla, Vanda. 

L'ho conosciuta una mattina di primavera per l'intervista di TerzaStrada, indossava la nostra collana di fiori e continuava a scusarsi per la voce bassa. Una voce bassa con la quale, però, riusciva a prendere posizioni scomode e contrarie a quelle della politica moderna, fatta di poltrone foderate con la pelle degli italiani. 

Forgiata da una vita per nulla liscia, Vanda riusciva a crederci ancora:  la sua determinazione era sempre più forte. Ed è questo che l'ha resa, almeno ai miei occhi, una donna che non finisce mai. Un politico elegante e coraggioso, capace di disperdersi tra gli ultimi senza gridare, senza addobbi, entrando e uscendo silenziosamente.  

Una donna così non lascia un vuoto di pochi centimetri, ma un immenso cratere dal quale viene fuori prepotentemente una domanda: perché?
La risposta non si fa vedere, dobbiamo cercarla e fare in modo che non ci siano altre risposte simili. Lo dobbiamo a tutti i nostri amici che stiamo salutando per l'ultima volta.

Come Vanda, lei continuerà a lottare nelle persone che l'hanno vissuta. 

Arrivederci Vanda. 



mercoledì 31 dicembre 2014

Non dite che ha perso, lui ha vinto


Avevo chiuso il blog per finire l'anno in silenzio, ma ci sono cose, anzi, persone che quando se ne vanno ti fanno scoppiare un concerto dentro, fatto di sensazioni ingovernabili che suonano musiche diverse e tristi. 

Ieri camminavo per una Civitavecchia fredda, abbattuta, seduta di fronte ad un ricordo appena nato, il ricordo di un uomo semplice, ma totale, che ci ha mollati qui prima che questo 2014 se ne andasse definitivamente. 

"Se ci arrivo al prossimo anno...", mi disse una mattina, "fammi un po' di foto, ai miei cari voglio lasciare tanti ricordi". 

lunedì 29 dicembre 2014

Chiudo il blog per manifesta incapacità


L'ho deciso cinque minuti fa, dopo aver letto la notizia del 2014: 


Di fronte a reportage, a notizie-denuncia, ad inchieste così importanti è ben sviluppate tipo questa, una blogger terzomedista come me non può far altro che ammettere di aver fallito nel chiedere all'informazione autoctona di impegnarsi ad elargire notizie di qualità. 

Devo farlo, dando ragione a tutti quei blogger che pubblicano foto di gattini e bambini insaccati nell'insalata. 

Addio, vi ringrazio di avermi letto anche nel 2014. 



Ovviamente sto perculandovi, chiudo bottega solo fino al 2015, quando, se i pianeti mi saranno propizi, approderò su... con... Al 2015!! :) 


mercoledì 26 novembre 2014

Schiavi di ENEL per sempre


La notizia è stata appena sfornata e ben glassata da Civonline. 

E l'uomo Del Monte dice sì alle pesche al sapor di merluzzo. 
Ah, non stavamo alla sagra delle cazzate? Ok, scusatemi.

Ebbene sì, Cozzolino non vuole vedere in giro per Civitavecchia luminarie made in ENEL. E i commercianti, supportati dalla Confcommercio, stanno pensando di chiudere bottega in segno di protesta. 

Leggendo le parole della Confcommercio non posso fare a meno di grattarmi ripetutamente la coscienza: in tutti questi anni come avremmo fatto senza ENEL? 

Quanto siamo schiavi di questa azienda che ci fa sbudellare ogni giorno? 

lunedì 24 novembre 2014

"Cozzolino ci manchi"

Ho passato l'intero sabato a chiacchierare con i civitavecchiesi. Metà di loro ha ancora in bocca la voglia di chiedermi se mi calo qualche psicofarmaco, in effetti non è una cosa da ritenersi normale irrompere nella tiepida tranquillità altrui per chiedere pareri sull'attuale amministrazione senza avere "titoli" per farlo.

Ma l'ho fatto ugualmente. Al bar. Sulle panchine al viale. Alla Marina e pure per strada, come una mendicante qualsiasi.

Le vittime: 56 soggetti tra i 25 anni e i 90 anni, fresche famigliole e coppie appena uscite dall'era post-adolescenziale.

Il motivo: sono stanca di sentire stronzate su cosa pensano i civitavecchiesi partorite da chi infila la sua opinione in cima all'alberello delle certezze e da lì non la schioda manco di fronte all'evidenza, e cioè che finché non si investe tempo a chiedere direttamente ai cittadini cosa passa loro per la capoccia non è possibile dare per scontati i loro pensieri, i loro problemi, le loro aspettative (ecc.)  prima e dopo il voto. È un fatto.

Ecco i risultati della chiacchierata.