(Poi dice che non è vero.)
E' passato un mese da quando sono stata sequestrata dalla mia casa. Un mese costretta a subire influenze, distorsioni di caviglie e altre cosucce che lasciaperde. Finalmente, ieri, giornata sbaciucchiata dal sole, sono riuscita a riconquistare la libertà: mi sono fatta una passeggiata sul lungo mare e almeno quattro km di giri intorno alle nuove rotonde che il suolo civitavecchiese sta generando.
Ho conosciuto la rotonda all'incrocio della Moderna e quella all'incrocio dell'Ipsia. Ah sì, ho anche atteso i canonici cinque minuti nei pressi di quella al linguistico (i nomi delle vie infartano nella mia memoria a breve termine).
Perché? A domanda scontata c'è risposta scontata: incidente. Ve lo dico subito: io non c'entro niente, sono arrivata a festa iniziata.
In verità non era proprio un incidente, quanto una bottarella. Routine per la nostra signora rotonda del linguistico.
Mentre aspettavo che i civitavecchiesi non coinvolti nella bottarella valutassero attentamente la situazione, ho visto un carabiniere sorridere. Non so cosa lo rendesse così ilare, tuttavia la sua faccia aveva la tipica mefistofelica espressione di chi festeggia una vittoria. Di una scommessa, forse.
Non ho potuto fare a meno di immaginare un giro di scommesse tra carabinieri, polizia e municipale.
Polizia: "Quanti ne famo, oggi?"
Carabinieri: "Ah, secondo me 3!"
Municipale: "Diche?"
Carabinieri: "Dico dico."
Lo so, lo so che nessuno scommette sulle altrui sfighe di strada, ci mancherebbe. Tuttavia, credo che non sarebbe così tanto impensabile, voglio dire, con tutti i boom che quella rotonda vede, un concorso a premi potrebbe essere un'idea per abbottare le casse dello stato: "Cash for crash - vinci 4.000,00 euro a mese se indovini il numero degli schianti giornalieri".
La sfiga di uno può diventare la fortuna di un altro.
Come è in tutte le cose, alla fine.
Be', a parte le scommesse da botto, credo che non mi abituerò mai al giro-giro rotonda, perché, devo ammetterlo, preferisco sprecare la mia vita intellettuale* al semaforo piuttosto che la mia vita reale sotto la macchina dei sempreverdi "aa precedenza ad'era aa mia".
*Chiamo "vita intellettuale" tutti quei pensieri tipo: "Avrò chiuso il gas?", "Oggi niente pagnotta, je do de rosetta", "Oddio, me so scordata il motorino a casa...e allora perché sto ferma al semaforo?", ecc.
martedì 13 aprile 2010
Curve da schianto
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