venerdì 23 luglio 2010

La sputacchiera

Interno giorno. Viale.
I soggetti A e B si trascinano per le vie del centro sentendosi polli da rosticceria, quando all'improvviso uno sputacchio largo come un ippodromo scivola sotto il piede del soggetto A, causando le seguenti conseguenze:

- detronizzata l'intera gamma di santi attualmente presenti nel calendario cristiano
- voglia di far soggiornare in una vergine di Norimberga tutti quelli che evacuano liquami dalla bocca
- un selvaggio istinto omicida sedato dalla ragione del soggetto B
- bisogno di bruciare tutta Civitavecchia con una lente di ingrandimento gigante
- mettere una bomba sotto il partito "Uniti per lo sputacchio"

Dopo qualche minuto di urli da corrida, il soggetto A constata che il marciapiede è dimorato da variegati sputacchi:

- sputacchi lagunari
- sputacchi oceanici
- sputacchi solidi
- sputacchi con la coda
- sputacchi in decomposizione
- sputacchi turistici
- sputacchi economizzati
- sputacchi centrifugati
- sputacchi pensati
- ex sputacchi

Presa coscienza della situazione, i soggetti A e B sono costretti a fare lo slalom tra gli sputacchi, arrivando a destinazione con la sensazione di averne evitati trenta per beccarne cinquanta.

Ora, il soggetto A non osa nemmeno immaginare cosa fermenta sotto la suola della sua scarpa, preferisce ignorare, si interroga solo sull'effettivo bisogno di coltivare il Viale a sputacchi, ma soprattutto si domanda: cosa dovrebbe crescere una volta che lo sputacchio è stato piantanto? A quale bisogno risponde questo prodotto? C'è un piano marketing dello sputo? Si fa un business plan? Un'analisi di mercato tra gli sputanti?


E i concorrenti chi sono?
Oddio, no, credo che il soggetto A non voglia sapere chi sono i concorrenti dello sputacchio, preferisce ignorare anche questo.

1 commenti:

Anonimo ha detto...

orrore!

Tiziana P.

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