venerdì 10 dicembre 2010

All for a bollino

Provo del dolore nel constatare che gli ultimi avvenimenti degni di nota hanno come scenografia il supermercato, ma tant'è, questo luogo è sempre gravido di situazioni che si prestano per miei documentari sulla natura civitavecchiese.

Giorno qualunque. Supermercato. Cassa 3.

Dopo aver passato in fila le migliori mezzore della giornata, raggiungo finalmente l'oasi-cassa, dove scarico il sostentamento per due giorni di clausura da lavoro. Mentre costrusico castelli instabili con confezioni d'acqua e succhi di frutta, una manina artritica irrompe nella mia comfort zone indicando l'alloggiamento delle buste vuote.
La locataria di suddetta manina non emette suoni, lascia all'indice la richiesta: "Mi passa una busta?"

Per favore e Per piacere sono evidentemente banditi da queste scoppiettanti comunicazioni da cassa.

Le porgo le buste tacitamente richieste con un sorriso colmo di comprensione alla semo tutti sulla stessa cassa.
Non che mi aspettassi "Ti pago l'affitto di casa per due mesi", ma almeno un economico Grazie. Niente. Ricevo però un'occhiataccia grigia e refrigerante.
A questo punto mi sarei dovuta offendere e sputarle addosso fulmini di bile. Invece no, ho fatto di peggio.

Arrivato il mio turno, la cassiera mi chiede se ho la tessera fedeltà, e ovviamente...non ce l'ho (pensavate di sì, eh???).
"Signora, se ha la tessera può prendere i miei punti, tanto io non li faccio", dico. Ma a chi?

Alla signora dietro? No.
Alla signora che a pochi passi dalla cassa sta decidendo se è più grande il peperone rosso,quello giallo o quello del marito? No.
Alla signora della busta? Ovviamente sì.

Ritrovando la voce, mi ringrazia come se le avessi salvato cinque figli dalla cucina in fiamme.
Ma non è finita qui.

Chi ha mai avuto una tessera fedeltà sa che spesso è accompagnata dai bollini. Cosa che io non ho mai ben capito, voglio dire, se hanno inventato le tessere proprio per liberare la piazza dai bollini, perché accoppiare tessere e bollini, aumentando così le tragiche code della cassa? Stategie di marketing o odio profondo per i clienti che non hanno tessere né fanno bollini? Non si sa, comunque la cassiera, sospettando il mio rifiuto a ricevere bollini non buoni manco per chiudere la busta del pane, mi chiede se voglio cederli. Li cedo.
Alla signora dopo di me? No.
A quella che ancora sta decidendo se il peperone giallo la soddisferà di più rispetto al rosso e al marito? No.
A quella della busta? Ovviamente sì.

"Oddio, grazie, grazie mille, non so come ringraziarla, davvero, mi mancano pochi bollini per la pentola da fonduta." Cinguetta allegra mentre guarda i bollini come se le avessi non solo salvati i cinque figli dal fuoco, ma anche lavati e resi ignifughi.
E poi un timido "Grazie per la busta" si fa spazio tra i mille "Grazie per i bollini".

Finisce di ringraziarmi solo quando sparisce dietro le macchine parcheggiate schifosamente in terza fila, a quasi cinquanta metri dall'uscita del supermercato.

Cosa deduciamo da tutto questo?
Due cose.
Che sono scema e che la signora ha barattato la sua educazione per una futura pentola da fonduta, il che è patetico, ma anche molto interessante: potrei utilizzare i punti e bollini per assicurarmi la testa della fila alla cassa.

Chiamatela sopravvivenza. :D

Postilla:
I peperoni non vanno bene per quello scopo, signora. Meglio i cetrioli. :D

3 commenti:

Anonimo ha detto...

ma che ladrata non sono i punti del supermercato? alla fine se fai due conti, anche il "regalo" più a buon mercato ti viene a costare il doppio che comprarlo normalmente

PS non credevo che la fonduta avesse mercato al di fuori della val d'aosta :P

miao

Pikadilly ha detto...

Sì, infatti. Ma quando c'è di mezzo la parola "regalo", pare che molti non riescano a fare i conti. C'è sempre la sensazione che venga loro regalato qualcosa. :(

Pikadilly ha detto...

Sì, infatti. Ma quando c'è di mezzo la parola "regalo", pare che molti non riescano a fare i conti. C'è sempre la sensazione che venga loro regalato qualcosa. :(

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