domenica 20 giugno 2010

4 commenti

Tutto a schifio: il polemichese

Stamattina mi sono svegliata con le chiacchiere del vento, così ho deciso di starmene a casa a scrivere un post, un post allegro, effervescente, uno di quelli che, sì, prendono in giro i civitavecchiesi, ma sempre con simpatia e affetto, come faccio abitualmente. Ma poi...

Poi entro in Facebook e trovo (in verità mi è stato mandato) un video su Civitavecchia. Un video in cui si vede una piccola mandria di civitavecchiesi bruciare qualcosa, mentre i sovraimpressione si denigra il lavoro dei pompieri accorsi a "domare" il fuoco.

Non paga, vado a leggere i commenti al video -che è postato su You Tube e che io NON riporto perché fare pubblicità a certe cose è un po' come approvarle- e mi sento come se qualcuno mi stesse togliendo il primo e il secondo strato di pelle.

Commenti maligni, biliosi, asteroidi contro tutto e tutti quelli che fanno Civitavecchia, nessuno escluso.
Tutto fa schifo, tutto è da bruciare, tutto è da ranzare via con una spazzolata di bombe.
Questi commenti sono gli ultimi, e i più acri, di una lunga serie di esternazioni che ogni giorno leggo sul faccialibro e in giro per la rete.

Per quanto io sia la prima a dire che da Civitavecchia vorrei andar via, trovo il tutto fa schifo un po' riduttivo per argomentare i motivi che mi sparerebbero via dalla città.

A Civitavecchia non fa tutto schifo, a fare schifo è il polemichese.

mercoledì 16 giugno 2010

0 commenti

(Mal)Educazione stradale - I parte

Per un nutrito numero di civitavecchiesi motorizzati, l'espressione "Guidare con prudenza" assume significati che vanno dall'abbattere il pedone sulle strisce allo stirare la vecchia con il portaspesa, per non parlare dei vari Stop tradotti con "Se ti fermi sei un pirla".

Oggi ho rischiato di morire due volte, ed è pure poco per la media giornaliera.
Allora ho pensato alla "Guida con prudenza civitavecchiese", così, tanto per definire le principali norme che accompagnano il guidatore autoctono.

Partiamo con le basi.

Comportamenti scorretti

Tenere conto del comportamento degli altri utenti della strada
Fare gli impiccioni quando si guida è scorrettissimo, la privacy degli altri guidatori è sacrosanta come il togliersi le caccole al semaforo, quindi non buttate MAI l'occhio oltre i vostri paraurti, potreste correre il rischio di non creare incidenti o tamponamenti utili alla vostra sopravvivenza e a quella degli altri.

Consigli per poter evitare di controllare i movimenti degli automobilisti vicini
Giocare con il cellulare è sempre il metodo migliore per evitare di interessarsi dell'altrui guida.
Se siete donne, correggere la linea dell'eyeliner mentre si è in mezzo al traffico della una può essere un deterrente efficace. Chi possiede bambini può ubriacarli prima di uscire di casa o, in alternativa, far loro pippare coca o eccitanti naturali, così potrete divertirvi a rilanciarli nel sedile posteriore, invece di fare attenzione alle auto che vi circondano.
Evitate di portare in auto con voi vecchie e donne incinte: per loro natura sono inclini a rendere note tutte le minime movenze delle auto che vi precedono o vi seguono. Se proprio non potete mandarle a piedi, come è giusto che sia, caricatele sul portapacchi, ma assicuratevi che non possano né scendere né darvi indicazioni con le dita attraverso il finestrino.

lunedì 7 giugno 2010

2 commenti

Wroooooom

Ogni tanto, la centrale di Civitavecchia dà di matto e si mette ad urlare nel cuoricino della notte, e la notte, giustamente, si spaventa perché ha un cuore tenero, come l'insalata.

Siccome la notte non sa tenere lo spavento per sé, condivide con tutta Civitavecchia il rumoreggiante erutto dell' isterica struttura, propagando il grido da nord a sud e da est ad ovest, svegliando chi dorme e infartuando chi non dorme. Tipo me.

Io ero ancora vigile: leggevo insonne un racconto di Guareschi.

Sono saltata giù dal letto immaginando le seguenti cose:
- Briatore ha riavuto il suo dinosauresco yacht e festeggia facendo saltare tappi di Champagne giganti e fuochi artificiali sparati dallo stesso Nathan Falco al suon di: "Mo vedete che vor dì nun dormì".
- Bin Laden ha adottato il metodo tradizionale per ranzare via l'occidente: una mandria di cacciabombardieri e non ci pensiamo più.
- Godzilla è riesumato nel porto di Civitavecchia.
- Terremoto che abbaia ma non trema.
- Mi sa che ho mangiato pesante.
- Armageddon 2, ma senza Bruce perché è morto nel primo episodio.
- Qualche nave da crociera simpaticamente convinta che nessuno l'affonderà se rallegra un po' la fauna autoctona alle due di notte.

Sì, be', poi, dopo i rituali scambi d'opinione e di pareri con il vicinato, sono giunta alla conclusione che forse alla centrale era saltata qualche rotella, un po' come alla mia ottantenne vicina di casa, che dopo essersi avventata sul balcone con due occhi da gufo, ha sentenziato:

"I tedeschi, questi so' i tedeschi!"

giovedì 3 giugno 2010

0 commenti

Il sorpasso

Quando mi avvicino al supermercato, mi vengono le crisi di mezzà età, la depressione post partum, un attacco di panico pre-traumatico e l'irrefrenabile desiderio di finire sotto un cassonetto dell'immondizia in fuga, perché tutto è meglio che fare la fila alla cassa, soprattutto quando dietro di me accosta quella vecchietta.

E' un bonsai con la dentiera, un'ultraottantenne indifesa, minacciata dal mondo che non rispetta gli anziani e la loro storia; impaurita, stringe al petto il portafogli modello Suv contenente i pochi spiccioli della pensione, i punti della Coop, la tessera della Conad, il numero del becchino e le foto dei figli ingrati che l'hanno abbandonata per lavorare 15 ore al giorno - bastardi!

I suoi capelli bianco-reparto di radiologia ti ricordano tua nonna, le grinze della pelle sono come piccoli libri di vita, in cui lei ha trascritto la sua esistenza, i ricordi, gli amori, la famiglia, le delusioni e le passioni della gioventù. Ah, ti verrebbe voglia di abbracciarla per sentire il profumo di protezione e di infanzia, la tua, di quando la nonna era l'angelo che ti difendeva dalla mamma dittatrice e proibizionista; avverti nella memoria l'immagine di quella volta che hai tagliato a fette un pesce rosso ancora vivo, solo per vedere se i suoi budelli erano come quelli della rana che squartasti il giorno prima. Vedi la mamma sgridarti, il papà toglierti a vita la sensibilità dalle chiappe, e lei, la comprensiva nonna che ti riempe di crostata fatta con le sue mani, mentre ti tiene sulle sue ginocchia gracili ma forti dell'amore per un nipotino innocentemente assetato di sangue.