Provo del dolore nel constatare che gli ultimi avvenimenti degni di nota hanno come scenografia il supermercato, ma tant'è, questo luogo è sempre gravido di situazioni che si prestano per miei documentari sulla natura civitavecchiese.
Giorno qualunque. Supermercato. Cassa 3.
Dopo aver passato in fila le migliori mezzore della giornata, raggiungo finalmente l'oasi-cassa, dove scarico il sostentamento per due giorni di clausura da lavoro. Mentre costrusico castelli instabili con confezioni d'acqua e succhi di frutta, una manina artritica irrompe nella mia comfort zone indicando l'alloggiamento delle buste vuote.
La locataria di suddetta manina non emette suoni, lascia all'indice la richiesta: "Mi passa una busta?"
Per favore e Per piacere sono evidentemente banditi da queste scoppiettanti comunicazioni da cassa.
Le porgo le buste tacitamente richieste con un sorriso colmo di comprensione alla semo tutti sulla stessa cassa.
Non che mi aspettassi "Ti pago l'affitto di casa per due mesi", ma almeno un economico Grazie. Niente. Ricevo però un'occhiataccia grigia e refrigerante.
A questo punto mi sarei dovuta offendere e sputarle addosso fulmini di bile. Invece no, ho fatto di peggio.
venerdì 10 dicembre 2010
3 commentiAll for a bollino
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