Amo la magia del Natale tanto quanto cadere da ferma.
Le luminarie colonizzano la visuale del cielo notturno, i civitavecchiesi diventano morbidi e dolci come il pandoro e, non ci si crede, le librerie si riempono di gente!!
Forse è questo il miracolo di Natale.
Miracolo dal quale, naturalmente, cerco di tenermi a molti parsec di distanza.
Purtroppo però è difficile rimanere asciutti nell'acqua ed è praticamente impossibile non sentir parlare di Natale a due giorni da Natale.
Qualcuno mi spieghi perché a Natale incontri tutti i conoscenti, parenti (nel mio caso, conoscenti-parenti), amici, nemici, professori di tutta una vita scolastica e se ne hai, pure le tue doppie personalità, quando in periodi neutri non incontri nemmeno il tuo riflesso in una vetrina! Perché?
Il lavoro? Mmhh, io la chiamo sfiga.
Che poi dice "Non te vedo dalle calende greche, te chiedo come stai", NO!
"Che fai a Natale?"
Te lo chiedono ancora prima di entrare nel loro campo visivo.
In "Che fai a Natale" il saluto c'è ma non si vede e, soprattutto, non si sente. Lavorando di fantasia riesci anche ad interpretarlo come un saluto e non come una domanda spiona per constatare se passerai il Natale più figo del loro. Molto volendo, ovviamente.
Ecco, dopo La Domanda, è tanto matematico quanto assoluto che qualsiasi cosa dirai di fare a Natale sarà la stessa cosa che farannoo loro, con l'aggiunta di un all'apparenza innocuo però...
Tu: "Niente cenoni: io e lui, divano, libri e tv!"
Loro: "Ahhhh, pure io...tranqullità, roba semplice senza tanti sfarzi...io non so un tipo da grandi feste...so' come te. Lo passo così..."
E tu, tanto perché non te ne frega un emerita cipolla, non continui, non chiedi, non dici, anzi, fai di tutto per farti richiamare dal Creatore solo perché dopo il vaglio delle tue intenzioni natalizie, potresti essere indagata anche sul capodanno. E mentre tenti di strozzarti con la lingua, arriva il però... sotto copertura...
"Eh, mo vado a fa un po' de spesa ché a Natale c'ho mi socera, mi cognata, la mi nora, i mi nipoti, mi madre, mi padre, mi sorella, mi fratello, la seconda moje de mi fratello co i tre fii, la mi trisavora e pure mi nonna che resuscita solo pe sta in famglia almeno a Natale, che je voi di' de no? Eh..."
Il però...
No, perché "Io e lui, divano, libri e tv" è l'equivalmente di "Mi socera, mi cognata, la mi nora, i mi nipoti, mi madre, mi padre, mi sorella, mi fratello, la seconda moje de mi fratello co i tre fii, la mi trisavora e pure mi nonna che resuscita". Giustamente.
Quest'anno ho assistito spesso al "Anche io Natale semplice....però c'ho tutto l'albero genealogico a cena!".
Non capisco.
Sembra che si vergognino profondamente di dire che passeranno la vigilia come l'hanno passata ogni anno della loro vita: facendo sempre la stessa cosa, riavvolgendo semplicemente la cassetta fino al Natale precedente, aggiungendo solo qualche pupo e un anno alla propria età.
Cosa c'è di male ad essere scontati anche a Natale? Non so, in ogni caso questa cosa mi ha fatto riflettere.
Probabilmente non è quello che vorrebbero fare, ma saddà fa, perché è Natale e a maggior ragione non si può fare niente di diverso dagli altri, bisogna essere più buoni, più bravi a cucinare e più sociali.
Scusate se mi ripeto, ma...anche NO. Soprattutto sul "più sociali". :D
In ogni caso, qualuque sia stato il vostro Natale, spero che il 2011 sia ricco...anzi no, spero sia povero di luoghi comuni e di cose che s'hanno da fa. :D
lunedì 3 gennaio 2011
A Natale s'adda fa
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2 commenti:
La cosa che più mi lascia perplessa: "Fai gli auguri ai tuoi, pure che non li conosco"!!! Ma io posso tornare a casa e dire "Mamma, ti fanno gli auguri dei perfetti sconosciuti"??? :D
A natale puoi. :D :D :D
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