Oh sì, è stata la parola più ciancicata del 2011.
Nei mesi scorsi, la crisi sembrava cibarsi degli stipendi, dei risparmi e delle carni ignude degli italiani, s'infiltrava in ogni discorso fungendo quasi da segno interpuntivo o come risposta a tutto:
"Quanti anni hai?"
"Crisi!"
"Oddio, ti sei fatto il televisore al plasma!"
"Crisi Crisi!"
A sentir le lagne della mia vicina di casa, nota per la sua entusiasmante positività, quest'anno il Natale avrebbe dovuto suonare la marcia funebre: niente regali, niente cenoni, niente addobbi, niente luminarie!!! No, dico, si può passeggiare in giro per Civitavecchia senza luminarie natalizie?
Sì, si può, ma non si vuole. E' questo il punto.
Vabbe', ma fare la polemica sulle luminarie è come giocare a tresette con un nenonato.
Sì, insomma, l'atmosfera ci vuole anche quando stai per morire. Vuoi mettere crepare in un letto in stile Maria Antonietta circondato dai sudditi che mangiano brioches, con il morire in una barella in mezzo al corridoio in radiologia aspettando una TAC? Eh, c'è differenza.
Quindi, vabbe' la crisi, ma giù le zampe dalla luminarie!
Però poi ti finisce il detersivo per piatti e gratti il fondo del portafoglio nella speranza che i soldi si siano nascosti per farti uno scherzo. Draghi la borsa e trovi i vecchi e discriminati spicci, che oggi sono l'ammontare di tutti i tuoi averi. Ci ridi su perché ormai sei abituata a cacciare gli spicci manco fossero lepri bianche.
Vai al grande magazzino di casalinghi, prima di trovare il reparto detersivi devi passare cinque continenti di scaffali adibiti a natalinerie. Finalmente arrivi sudata e smagrata al reparto che ti interessa, scegli l'ultimo lavapiatti, quello in fondo in fondo, talmente in fondo da diventare quasi un lavapavimenti. Vai alla cassa e ti viene il dubbio: "Avrò abbastanza denari?" Rileggi mentalmente il prezzo, conti gli spiccioli, sei relativamente sicura di aver fatto i conti giusti, se no la figura è assicurata. Quando ti convinci di aver tutto sotto controllo e scopri che ci scappa pure il resto, allunghi l'occhio nei carrelli degli altri.
Signora 1: Addobbi. Addobbi. Cornici. Lucine.
Signora 2
: Addobbi. Personaggi del presepe. Plaid. Una fornitura di shampoo per due decenni.
Signore 3
: Albero di Natale. Detersivi. Giocattoli.
Signora 4, moglie del signore 3, altro carrello
: Palle. Palle. Palle. Stella di Natale.
"Quanto viene?"
"Dieci euro."
"Ma c'era scritto sette!"
"No, signo', so' dieci!"
"Vabbe'...tanto serve..."
Si parlava di un angioletto di coccio.
"Quest'anno c'ha ammazzato, la crisi!"
"A chi lo dice. Semo messi proprio male!"
"I politici se magnano tutto alle spalle nostre e noi non arrivamo alla fine del mese!"
"Perché pensano solo a loro, basta che mangiano loro, poi che je frega se noi morimo de fame!"
"Eggià...oh, Alfre', l'hai presi il pastore e il pescivendolo? - e poi rivolta di nuovo alla signora con cui stava parlando - No, ce li ho, eh, ma so' rovinati...sa com'è..."
Sia mai che quella pensa "Oddio, che mortadefame, non c'ha manco il pastore con il pescivendolo!".
E invece li ha, ancora per poco: il pastore e il pescivendolo vecchi avranno una bella lettera di licenziamento quest'anno.
E' la crisi.
Arriva il tuo turno e non te ne accorgi. Hai già contato gli spicci, ma per sicurezza, prima di darli alla cassiera li riconti. Uno, due, tre...e senti il primo sbuffo esalare dalla signora numero 5 dietro di te, quella con tutto il continente Natale&Corniceria nel carrello. Quattro, cinque, sei...e "Sì, però noi c'avemo da fa', eh!".
Oddio, l'albero non si sente virile senza palle?, vorresti rispondere, ma stai zitta, sei in difetto, sei diventata quella con gli spicci, l'essere più odiato da chi fa la fila alla cassa. Compresa me.
Alla fine non prendi nemmeno la busta, il resto c'è ma basta per...cosa ci si fa con due centesimi?
Prima di andartene ti guardi indietro, una panoramica sulle casse...sembra l'immagine di Cortina senza neve: gente ovunque, piena di roba, di cose. Osservi la crisi in faccia: non appare tanto tumefatta come si dice in giro, ha tutte quelle lucine, i regali, gli alberi, le palle, il pastore e il pescivendolo nuovi di pacca.
Ti prego, non generalizzare, la crisi c'è, ma è timida, non si fa vedere nei carrelli abbottati di chincaglierie natalizie, forse è nel tuo detersivo comprato per puro culo o forse è nei rubinetti senza acqua di chi non compra detersivi perché tanto i piatti non si possono lavare. Ma lei c'è, è lì, in mezzo a quelle persone impaurite dall'idea di trascorrere un Natale povero, senza allegria, senza felicità, anormale, storto, sbagliato, paura di passarlo da sole con se stesse tra suocere antipatiche e figli opportunisti. Almeno hanno gli addobbi belli da guardare, scaldano, fanno Natale, perché senza di loro il Natale s'asciuga del tutto.
Sì, c'è crisi, solo che è diversa, più spietata, più incomprensibile, più inenarrabile, che arriva sempre alla fine del mese e va anche oltre, purtroppo.
A questo punto rallegrati, non avrai lucine, addobbi e pescivendoli con la scritta made in china sul culo, ma potrai illuminare il Natale con dei pulitissimi e brillantissimi piatti.
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11 commenti:
MaiodicoLoL :)
Dolceamaro col peperoncino, come sempre, brava :)
Grazie, Recenso. ;)
Era da tanto tempo che non scrivevo così, mi sono un po' ritrovata. ;)
Ahsignoramia se c'è crisi! :D
Lo dico sempre che sei stupenda, vero ?? ;)
Eh signora, 'sti mariti...i figli... le socere. :D
Sììììììì. Stupenda e con i piatti sbrilluccicosi. :D
E che te lo dico a fare? Meravigliosa!
Bacissimi,
Marina
semplicemente .... brava!
Semplicemente grazie. ;)
felice che la crisi (ahhhh la crisi) sia servita a ispirarti quantomeno :* grande Pika!
Almeno questo. :D Grazie magic Moemi. ;)
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