mercoledì 8 giugno 2011

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Strilletti per bimbi...solo con pedigree

In questo ultimo mese, ho registrato almeno 4 parti, 2 amiche incinte e una che forse Sì forse NO: è immersa nella fase cagotto misto gioia.

Una delle puerpere in questione è la figlia di un barista che conosco da duecento anni e rotti.
Inutile dire che il bar è diventato una nursery, dove il nanetto può anche produrre scorie radioattive con le quali può minacciare di morte l'intera umanità, ma se va cambiato, lo si fa sui tavoli, anche mentre mezzo quartiere fa colazione a pochi centimetri.

Da quando è arrivato il nanetto, il bar si è parecchio svuotato.
Non faccio fatica a capire perché.

"La gente è intollerante", afferma la madre del cosetto.
"La gente paga per mangiare, non per vomitare", penso io.

Comunque circa una settimana fa è accaduto ciò.
A colloquio con la ragazza c'erano due signore "ummioddioquantoèbello", sì, avete capito bene, quelle che quando vedono un bambino, meglio se neonato, lo devono toccare assolutamente, accompagnando l'odioso gesto con dei vocalizzi da struzzo.
Ecco, stavano facendo proprio questo: spalmargli le mani in faccia e lesionargli l'udito con strilletti a 120 decibel ciascuno.
La madre, per cortesia, non diceva nulla, ma il tiratissimo sorriso "Freddy Krueger" non lasciava dubbi: voleva infilarle nel frigobar e lasciarle lì a socializzare con le fette di anguria e tranci di cotto.

Ad un certo punto, finite le scorte di vocalizzi, le due staccano le loro mani dal nano e se ne vanno. La pace torna nel bar e nel cuore della madre.