sabato 22 ottobre 2011

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Prendi due mamme una mattina

Prendi una mamma convinta di aver fatto il suo dovere nei confronti della vita SOLO perché ha scodellato un figlio. Prendine una dal mucchio delle "è sempre colpa degli altri" e "Piove, governo ladro" anche col sole.
Il prototipo della madre con la campana di vetro antiproiettile sguainata, pronta a imprigionare il proprio delfino in un'atmosfera di massima sicurezza, dove gli farà colare addosso un'esistenza alternativa, asettica, priva di germi e responsabilità, con la data di scadenza stampata sul fondo e settata al giorno della di lei morte.

Poi prendi una mamma convinta di non aver ancora fatto completamente il suo dovere nei confronti della vita perché ha tanto da imparare, capire, studiare, condividere, donare e conquistare. Falle amare il volontariato e il prossimo, poi mettila lavorare per 30 anni in qualità di collaboratrice scolastica, al passaggio tra i 19 e i 20 osserva come viene invalidata da un'aneurisma e da un paio di decisioni mediche giocate a dadi. Spiala mentre si rimette in piedi dopo tre mesi di riabilitazione e torna a lavoro anticipando il rientro dalla malattia. Vedi? Non muove più un braccio, e guarda la gamba: non ti sembra che cammini come se avesse le miccette sotto i piedi?

Ora prendi la prima mamma e piazzala davanti la scuola dove ogni mattina si trascina a piedi la seconda, facendo oltretutto lo slalom tra piramidi di automobili e passeggini farciti di bambini di sette-otto anni.
Falle incontrare. Falle interagire. Aspetta e vedi cosa succede.