Non sono impazzita e non ho preso il virus del Natale. Mettiamola così: non lo festeggio, ma manco mi fa schifo.
Le lucine, gli addobbi nelle vetrine, la tredicesima... mi garbano molto, tuttavia la sera della vigilia (e relativo day after) è più facile trovarmi davanti la tv a guardare i Barbapapà piuttosto che arpionata a tavola ad annaspare tra capitoni e parenti pruriginosi.
Insomma, ho una buona scusa per parlare di Natale anche dopo Natale e si chiama A.D.A.M.O., o per essere più precisi, si chiama "Natale again", una canzone scritta, suonata e cantata da un gruppo di ragazzi autoctoni che si girano se li chiamate Benefighters.
"Natale again" è un pezzo in cui vengono amalgamati vari generi musicali, dal pop al rock, via reggae (scopriteli tutti). Generi che altrove si prenderebbero a sibemollate in faccia, mentre qui collaborano armoniosamente per uno scopo ben preciso: sostenere l'associazione A.D.A.M.O, una onlus che assiste e aiuta chi ad un certo punto della propria vita ha conosciuto un signore non troppo gentile chiamato tumore.
L' A.D.A.M.O, attraverso i suoi volontari, assiste a domicilio quelle persone cui il cancro ha fatto cambiare rotta, virare laddove nessuno vorrebbe mai andare: nel dolore, nelle lunghe attese in corridoi ghiacciati per una buona notizia, magari un miracolo, nel lato oscuro della chemio, in quell'angolino buio negli occhi dei propri cari il cui sorriso trattiene con tutte le sue forze una preoccupazione disperata, impaurita, terrificante.
Rimanere soli con un mondo così pesante addosso non è proprio possibile, ecco perché esiste l'A.D.A.M.O.
Ecco perché voi adesso correrete ad ascoltare e condividere "Natale again". ;)
E se proprio avete bisogno di un motivo molto ma molto molto molto più frivolo per fiondarvi a comprare* la canzone, eccolo servito: liberare finalmente il mondo dalla dittatura musical-natalizia di Michael Buble.
No, davvero, ha stufato!!!
*
Per ora è possibile solo condividere il video, ma sulla pagina You Tube presto verranno rese note le info per acquistare la canzone.
martedì 27 dicembre 2011
7 commentiNatale again
lunedì 19 dicembre 2011
11 commentiC'è crisi
Oh sì, è stata la parola più ciancicata del 2011.
Nei mesi scorsi, la crisi sembrava cibarsi degli stipendi, dei risparmi e delle carni ignude degli italiani, s'infiltrava in ogni discorso fungendo quasi da segno interpuntivo o come risposta a tutto:
"Quanti anni hai?"
"Crisi!"
"Oddio, ti sei fatto il televisore al plasma!"
"Crisi Crisi!"
A sentir le lagne della mia vicina di casa, nota per la sua entusiasmante positività, quest'anno il Natale avrebbe dovuto suonare la marcia funebre: niente regali, niente cenoni, niente addobbi, niente luminarie!!! No, dico, si può passeggiare in giro per Civitavecchia senza luminarie natalizie?
Sì, si può, ma non si vuole. E' questo il punto.
Vabbe', ma fare la polemica sulle luminarie è come giocare a tresette con un nenonato.
Sì, insomma, l'atmosfera ci vuole anche quando stai per morire. Vuoi mettere crepare in un letto in stile Maria Antonietta circondato dai sudditi che mangiano brioches, con il morire in una barella in mezzo al corridoio in radiologia aspettando una TAC? Eh, c'è differenza.
Quindi, vabbe' la crisi, ma giù le zampe dalla luminarie!
Nei mesi scorsi, la crisi sembrava cibarsi degli stipendi, dei risparmi e delle carni ignude degli italiani, s'infiltrava in ogni discorso fungendo quasi da segno interpuntivo o come risposta a tutto:
"Quanti anni hai?"
"Crisi!"
"Oddio, ti sei fatto il televisore al plasma!"
"Crisi Crisi!"
A sentir le lagne della mia vicina di casa, nota per la sua entusiasmante positività, quest'anno il Natale avrebbe dovuto suonare la marcia funebre: niente regali, niente cenoni, niente addobbi, niente luminarie!!! No, dico, si può passeggiare in giro per Civitavecchia senza luminarie natalizie?
Sì, si può, ma non si vuole. E' questo il punto.
Vabbe', ma fare la polemica sulle luminarie è come giocare a tresette con un nenonato.
Sì, insomma, l'atmosfera ci vuole anche quando stai per morire. Vuoi mettere crepare in un letto in stile Maria Antonietta circondato dai sudditi che mangiano brioches, con il morire in una barella in mezzo al corridoio in radiologia aspettando una TAC? Eh, c'è differenza.
Quindi, vabbe' la crisi, ma giù le zampe dalla luminarie!
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